L'opera

Funivia Trento-Bondone, ipotesi aperte sulla seconda tratta

Ieri sera al Malgone assemblea molto partecipata con amministratori e tecnici per fare il punto sulla prima tratta verso Sardagna e sugli scenari ancora aperti per il proseguimento verso la montagna, alla luce delle osservazioni dei cittadini (nell'immagine il rendering della stazione di partenza all’ex Sit)

TRENTO. Sala affollata ieri sera al Malgone di Candriai per l’assemblea pubblica dedicata al progetto del nuovo collegamento funiviario tra la città di Trento e il Monte Bondone. L’incontro ha coinvolto numerosi cittadini e amministratori locali ed è servito a fare il punto sugli sviluppi dell’opera, con particolare attenzione alle osservazioni arrivate dal territorio. Presenti, tra gli altri, l’assessore provinciale all’urbanistica e ai trasporti, il sindaco di Trento, il dirigente generale dell’Unità di missione strategica Patrimonio e trasporti Mauro Groff, oltre a dirigenti comunali e consiglieri provinciali.

Durante la serata è stato illustrato lo stato di avanzamento della prima tratta, tra Trento e Sardagna, già approvata e attualmente in fase di progettazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. È stato inoltre affrontato il tema della seconda tratta, da Sardagna verso il Bondone, per la quale sono allo studio scenari diversi anche alla luce delle osservazioni presentate dalla popolazione. Provincia e Comune hanno confermato che è in corso un aggiornamento complessivo del progetto, senza escludere l’ipotesi di un passaggio da Candriai.

È stato spiegato che la progettazione della stazione di arrivo a Sardagna sarà impostata in modo da consentire la prosecuzione del collegamento verso il Monte Bondone, valutando le soluzioni tecniche ritenute più idonee. L’obiettivo dichiarato è mantenere aperte più opzioni, garantendo flessibilità e coerenza con le esigenze del territorio prima dell’avvio dell’iter ufficiale dell’opera.

Nel suo intervento, l’assessore provinciale ha sottolineato l’importanza della condivisione e della trasparenza su un progetto di questa portata, evidenziando il valore del confronto con cittadini e portatori di idee diverse. Un passaggio ritenuto fondamentale anche in considerazione dell’investimento complessivo, pari a 96 milioni di euro, finanziato per la prima tratta con un contributo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e dell’impatto che l’opera potrà avere sulle connessioni tra centro urbano e montagna. La giunta provinciale ha ribadito di credere fortemente nel progetto, che punta da un lato a una mobilità più sostenibile e integrata per la media montagna e dall’altro al rilancio turistico del Bondone, in un’ottica di compatibilità ambientale e di sviluppo equilibrato.

 

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