Archeologia

Dal sottosuolo di Trento riaffiora il Bagno di San Martino

Una serata pubblica a Trento per raccontare gli esiti delle indagini archeologiche in piazza Centa. Al centro dell’incontro i resti dell’antico bagno pubblico con piscina e i reperti che restituiscono uno spaccato della vita quotidiana del quartiere tra Otto e Novecento

TRENTO. Il Bagno di San Martino riemerge dagli scavi di piazza Centa e diventa il tema di una serata pubblica promossa dalla SUSAT, la Sezione Universitaria della SAT. L’appuntamento è in programma giovedì 19 marzo alle 20.30 allo Spazio Alpino della Casa della SAT, in via Manci 57, con ingresso libero.

 

A parlarne saranno Cristina Bassi, archeologa dell’Ufficio beni archeologici del Servizio tecnico soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, e Marco Gramola, studioso della Grande Guerra e componente della Commissione Storico Culturale e Biblioteca della SAT. La serata è organizzata dalla SUSAT in collaborazione con la Soprintendenza provinciale e con la Commissione Storico Culturale e Biblioteca della SAT.

Le indagini archeologiche sono state condotte nell’area di piazza Centa, interessata dai recenti lavori per la realizzazione di un parcheggio interrato. Lo scavo stratigrafico ha escluso un utilizzo del sito prima dell’età moderna, ma ha consentito di riportare alla luce i resti della grande vasca natatoria del cosiddetto Bagno di San Martino, struttura realizzata negli ultimi decenni dell’Ottocento.

Era già noto che nella Trento a ridosso del primo conflitto mondiale esistesse un bagno pubblico dotato di una grande piscina. La struttura venne però chiusa nel 1915 e l’invaso fu trasformato in discarica. Proprio da questo riempimento sono emersi oggetti di uso comune, appartenuti agli abitanti della zona, che oggi offrono una testimonianza concreta della vita quotidiana in un quartiere allora periferico.

I reperti recuperati durante gli scavi, dopo il restauro, raccontano abitudini, consumi e frammenti di storia urbana difficilmente ricostruibili in altro modo. L’incontro di giovedì servirà così a fare il punto non solo sul valore archeologico del sito, ma anche sul patrimonio di memoria che il Bagno di San Martino conserva ancora per la città di Trento.

comments powered by Disqus