In tribunale

Trento, evasi 1,7 milioni: a processo gli amministratori del ristorante di sushi

Tanti clienti e zero dichiarazioni: "Koii" è fallito nel 2023. Bancarotta fraudolenta: tre imputati. La Finanza ha accertato irregolarità dal 2014 al 2018: mancavano documentazioni contabili e fatture

di Marica Viganò

TRENTO. È stato uno dei primi ristoranti di Trento a proporre il sushi con il "nastro". Il "Koii" con sede nel complesso "Finestra sull'Adige" ha rappresentato un punto di riferimento per molti giovani, anche per l'offerta economica "all you can eat". I clienti non mancavano, il denaro girava. Ma nulla è mai stato denunciato al Fisco. La società, una srl con sede in città, è stata dichiarata in liquidazione giudiziale dal tribunale di Trento nel novembre 2023.

Ora i due coamministratori cinesi, che hanno operato all'interno della srl per 5 anni (da novembre 2013 ad aprile 2017) sono chiamati a rispondere dei reati di bancarotta fraudolenta e di occultamento o distruzione di documenti contabili. Per l'accusa avrebbero contribuito a portare la società al fallimento con operazioni dolose, ad esempio non rispettando gli obblighi fiscali, formando un debito complessivo di oltre un milione 700mila euro per imposte e contributi non versati. Delle stesse accuse deve rispondere l'italiano subentrato nel ruolo di amministratore da aprile 2017 fino alla revoca della società dichiarata in bancarotta, un settantenne residente fuori provincia considerato il prestanome: l'uomo, difeso dall'avvocata Katia Finotti, sta perfezionando l'accordo con la procura per un patteggiamento. Nulla da fare al momento per uno dei due stranieri che pure aveva espresso l'intenzione di patteggiare: il versamento proposto, pari a 15mila euro, non è stato ritenuto congruo.

L'udienza davanti al giudice Gianmarco Giua è stata rinviata a novembre. Da un controllo del 2017 dell'Agenzia delle Entrate, rilevate le anomalie, è partita la segnalazione alla guardia di finanza di Trento. I militari del nucleo di polizia economico finanziaria hanno verificato i conti dell'attività e trovato il vuoto: non sarebbero state versate imposte, non risultavano contributi, né erano presenti documenti contabili tali da ricostruire i redditi ed il volume di affari relativamente agli anni 2016 e 2017. Gli scontrini venivano regolarmente erogati alla clientela, per non destare sospetti, ma al Fisco non sarebbe arrivato nulla. Le indagini della guardia di finanza sono andate indietro nel tempo e hanno portato a scoprire che la società era praticamente "fantasma": non risultano versati contributi, imposte, diritti, sanzioni nel periodo in cui la srl era operativa, ossia dal 2014 al 2018.

I due coamministratori cinesi, un 35enne ed un 36enne che per un lungo periodo hanno vissuto a Trento lavorando nell'ambito della ristorazione, sono accusati anche di aver occultato le scritture contabili ed i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, al 2016 all'aprile 2017. Avrebbero nascosto anche le carte contabili degli anni 2013, 2014 e 2015, non permettendo in tal modo di identificare i beni aggredibili dai creditori. L'amministratore che è loro succeduto, il 70enne italiano, è accusato di aver nascosto le fatture attive e passive, di non aver mai presentato le dichiarazioni dei redditi e di aver tenuto in maniera irregolare o incompleta le scritture contabili previste dalla legge.

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