Il «giallo del presepe»: a Mori rubata la casetta in legno

La natività veniva allestita dagli Scout: «Qui chi fa del bene ne paga le conseguenze». Don Nicola amaro: «La tradizione è stata interrotta»

di Cristiano Moiola

MORI. Quest'anno sul sagrato della chiesetta del Santissimo Sacramento non comparirà la tradizionale casetta del presepe allestita dal gruppo Masci "Il Gelso", la comunità degli scout adulti di Mori. La piccola struttura in legno (nella foto), che ogni dicembre veniva posizionata per ospitare la Natività, è infatti scomparsa dal deposito dell'ex cantina comunale, dove era stata riposta al termine delle festività.

La notizia è stata diffusa nel gruppo Facebook "Sei di Mori se..." da una rappresentante del Masci, che ha espresso tutta l'amarezza del gruppo: «Purtroppo la capanna è stata rubata dal magazzino dove era conservata. A Mori, chi fa qualcosa di buono per la comunità ne paga le conseguenze».

Il furto risulta particolarmente insolito poiché la casetta non si trovava in un luogo aperto, ma all'interno di una struttura comunale adibita a deposito chiusa al pubblico, utilizzata solo da diverse associazioni e dagli operai del Comune. Uno spazio dunque accessibile soltanto al personale autorizzato, circostanza che rende l'episodio ancora più difficile da comprendere. Il parroco di Mori, don Nicola, raggiunto telefonicamente, conferma la vicenda e non nasconde la propria delusione: «Quest'anno abbiamo avuto questa brutta sorpresa. Quando ci si è recati presso i locali dell'ex cantina, la capanna della Natività non c'era più. Non so a cosa pensare e non ho elementi per dire cosa e perché sia accaduto. Non so spiegarmelo. Purtroppo quest'anno questa tradizione sarà interrotta: la capanna non verrà fatta».

Il post ha però suscitato immediatamente una reazione corale. Numerosi cittadini moriani hanno espresso vicinanza agli scout adulti e alla parrocchia, sottolineando il valore affettivo di quell'allestimento semplice ma molto sentito.

Molti si sono offerti di ricostruire la casetta, mettendo a disposizione abilità artigianali, tempo, materiali o un contributo economico, con l'obiettivo di non lasciare che un gesto inspiegabile cancelli una tradizione amata dalla comunità.

Una vicenda amara, che però ha generato un inatteso movimento di solidarietà: da questo episodio potrebbe nascere un nuovo progetto condiviso, capace di riportare sul sagrato del Santissimo Sacramento la sua piccola ma simbolica capanna natalizia.

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