Dopo il fascismo e la guerra l’Italia sceglie la Democrazia
La notte fra il 3 e il 4 giugno fu di insonnia perché lo spoglio cominciò tardi e proseguì lentamente. Erano pochi quelli che possedevano la radio; fascisti e nazisti le avevano sequestrate
La notte fra il 3 e il 4 giugno fu di insonnia perché lo spoglio cominciò tardi e proseguì lentamente. Erano pochi quelli che possedevano la radio; fascisti e nazisti le avevano sequestrate
Il dibattito sui simboli del passato torna al centro della scena cittadina. Tra opere d’arte e propaganda, emerge la necessità di una scelta condivisa. Conservare spiegando o rimuovere: la memoria come responsabilità pubblica
La vittoria elettorale del 1948 salvò la libertà degli italiani, contribuì a fermare l’Armata Rossa accampata a Salisburgo e le truppe dell’orrore delle foibe di Tito, in agguato in vista dell’Isonzo.
L'indimenticabile sindaco di Trento dal 1964 al 1974, che combattè come volontario aggregato all'Esercito americano contro i nazisti, fu protagonista nell'immediato dopoguerra anche di tre episodi poco noti ma significativi: dialogò con il leader Dc nella Roma appena liberata poi anche a Rovereto
Alcuni mesi prima, il 28 gennaio 1926, Alcide Degasperi aveva rassegnato le dimissioni da direttore per il crescere delle minacce sempre più cupe, rivolte alla moglie e alle giovanissime figlie
Nel secondo dopoguerra si intrecciarono due vicende di grande rilievo: la prima ideata dalle donne del Partito comunista italiano per aiutare l'infanzia, l’altra firmata da Alcide Degasperi e proposta, forse imposta dal Belgio