Riabilitazione di Clara Marchetto, Lollobrigida difende Gerosa: “Quella donna era una spia”
Sul caso interviene il ministro di Fratelli d’Italia, a sostegno dell’assessora, che si era smarcata dal consiglio. Le opposizioni avevano reagito con toni durissimi, accusandola di revisionismo e ambiguità sull’antifascismo. Intanto la polemica spacca il centrodestra e alza ulteriormente la tensione con il centrosinistra
TRENTO. La polemica sulla riabilitazione di Clara Marchetto sale di livello e arriva al Governo, con l’intervento del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che si schiera apertamente con l’assessora provinciale alla cultura Francesca Gerosa (Fratelli d’Italia). “Se non fosse gravissimo risulterebbe incredibile”, scrive il ministro, criticando la scelta della Provincia di Trento di ricordare Marchetto. E rincara: “Decida anche solo di ricordare Clara Marchetto se non come spia condannata per aver passato informazioni a uno stato straniero fino a mettere in pericolo la vita di tanti italiani”. Quindi il sostegno politico: “Esprimo piena e convinto sostegno alla delegazione di Fratelli d’Italia che proprio nel rispetto dell’autonomia difende i valori unificanti della nostra Repubblica”. La miccia si è accesa con la mozione “Ricordo di Clara Marchetto”, approvata in Consiglio regionale, che prevede la riabilitazione pubblica della sua figura e una targa nella sede della Regione. Il documento chiede anche di promuovere uno studio scientifico e di riconoscere l’ingiustizia del 1948, quando Marchetto, prima donna eletta in Consiglio regionale, non poté assumere il mandato perché la condanna del 1940 risultava ancora valida. Nel dibattito, Gerosa ha espresso dubbi e chiesto prudenza: “La nostra firma in calce alla mozione è nel segno della collaborazione, ma non condivisibile in toto”, sostenendo che prima sarebbe stato necessario “uno studio serio, approfondito e documentato” e solo dopo una valutazione politica. Le parole dell’assessora hanno però scatenato reazioni durissime, soprattutto dal centrosinistra, che ha alzato ulteriormente i toni. Per Lucia Maestri (Pd), in aula si è consumata “una pagina fra le più nere, in tutti i sensi”, accusando FdI di aver riconosciuto “la validità storica e politica delle sentenze del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato”. Sul fronte autonomista e progressista, anche Filippo Degasperi (Onda) ha attaccato senza mezzi termini: “L’assessora alla cultura che vota contro Clara Marchetto dovrebbe allarmare tutti”. E ancora: “Gerosa ci dice che ‘la storia va studiata’: è vero, ma è sicuramente lei che deve studiarla. Difendere le condanne del tribunale speciale non si può sentire e tollerare”. Intanto la vicenda sta spaccando il centrodestra. Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti si è schierato con i sostenitori della mozione: “La mozione è stata presentata dal capogruppo della Lega, gruppo al quale appartengo e quindi la condivido”. Critiche sono arrivate anche da Claudio Cia (Forza Italia): “Le dichiarazioni di Gerosa in consiglio regionale sono state imbarazzanti”, e ancora: “Non voglio essere associato a posizioni che macchiano l’intera coalizione”. Ma Gerosa non arretra e respinge le accuse di revisionismo parlando di “strumentalizzazioni”, sostenuta dal deputato Alessandro Urzì, secondo cui “è la posizione dell’intero partito”. Con l’uscita di Lollobrigida, il caso si irrigidisce: Fratelli d’Italia fa quadrato, il centrodestra si divide e lo scontro con il centrosinistra è destinato a inasprirsi.