Il dramma

Tragedia sul Gran Paradiso, aperta un'inchiesta: autopsia per i tre alpinisti trentini

I corpi di Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti restano a disposizione dell'autorità giudiziaria. Intanto l'arcivescovo Lauro Tisi ha ricordato le tre vittime, mentre si allungano i tempi per il rientro delle salme in Trentino

L'ALLARME La moglie di Sardano: «Ho visto dal gps che non c'erano movimenti»
LE VITTIME Antonio, Maicol e Sergio: amici uniti dalla montagna
LA RICOSTRUZIONE "Un volo di 400 metri, ritrovati ai piedi della parete Nord"

 

TRENTO. Si dovrà attendere ancora per il rientro in Trentino delle salme di Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti, i tre alpinisti morti venerdì 12 giugno sul Gran Paradiso dopo una caduta di circa quattrocento metri lungo la parete Nord.

I corpi si trovano attualmente a disposizione dell'autorità giudiziaria. La Procura della Repubblica ha infatti aperto un'inchiesta sull'accaduto e disposto l'esecuzione dell'autopsia nell'ambito degli accertamenti finalizzati a chiarire ogni aspetto della tragedia.

L'attività investigativa punta a ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente che ha coinvolto la cordata durante l'ascensione. Solo dopo il completamento degli esami e delle verifiche disposte dalla magistratura sarà possibile procedere con il nulla osta per la restituzione delle salme alle famiglie.

Ieri l'arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha ricordato le tre vittime, esprimendo vicinanza ai familiari e a quanti li conoscevano. Nelle comunità di provenienza resta forte il cordoglio per una tragedia che ha profondamente colpito il mondo della montagna trentina.

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