Salari insufficienti, affitti sempre più cari e calo dei lavoratori entro il 2040: il confronto sulle emergenze del Trentino
Esperti e istituzioni nella conferenza richiesta dalle minoranze. Al centro potere d’acquisto, lavoro, imprese, casa, energia e capacità del territorio di reggere crisi sempre meno episodiche
TRENTO. La conferenza è stata aperta dal presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e introdotta dai consiglieri Francesco Valduga, Lucia Coppola, Paola Demagri e Alessio Manica, promotori dell'iniziativa. Valduga ha sottolineato la necessità di costruire proposte concrete per migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso occupazione stabile, stipendi adeguati e una maggiore capacità di spesa. Coppola ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà legate all'accesso alla casa e all'aumento degli affitti, che coinvolgono famiglie, studenti e lavoratori.
Nel suo intervento, il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli ha descritto il Trentino come una realtà ancora solida e resiliente, ma chiamata ad affrontare nuove criticità. Pur mantenendo livelli di Pil superiori alla media nazionale, il territorio risente dell'aumento dei costi che pesa soprattutto sulle fasce più vulnerabili.
Tra i temi evidenziati figurano il futuro demografico, l'innovazione, il welfare e la necessità di sostenere una crescita qualitativa. Secondo le stime richiamate da Spinelli, entro il 2040 il Trentino potrebbe perdere circa 23 mila lavoratori, rendendo indispensabili interventi su conciliazione familiare, produttività e autonomia energetica.
La sessione dedicata alla produttività ha visto gli interventi di Alessandra Proto, direttrice del Centro OCSE di Trento, e di Franco Bernabè, presidente del Cda dell'Università di Trento. Proto ha definito il territorio un laboratorio delle trasformazioni globali, sottolineando la necessità di investire in competenze, innovazione e filiere locali. Bernabè ha invece evidenziato come la produttività rappresenti una condizione essenziale per evitare il declino industriale e sostenere lo sviluppo economico. Il professor Fabio Pieri ha approfondito il legame tra crisi economiche e capacità produttiva, mentre Vincenzo Bertozzi dell'Ispat ha illustrato i dati sull'inflazione: tra il 2008 e il 2025 i prezzi a Trento sono aumentati del 36,9%, con i picchi registrati durante la crisi energetica del 2022.
La seconda parte della conferenza si è concentrata sul lavoro e sull'energia. Riccardo Salomone, presidente dell'Agenzia del lavoro, ha evidenziato come il mercato occupazionale trentino presenti oggi indicatori positivi, pur dovendo affrontare problemi legati all'invecchiamento della popolazione, alla carenza di personale qualificato e alla formazione continua. Sara Verones, direttrice dell'Ufficio studi e pianificazione delle risorse energetiche della Provincia, ha infine illustrato le prospettive della resilienza energetica. Pur essendo un importante produttore idroelettrico, il Trentino resta esposto alle dinamiche dei mercati nazionali ed europei. Per questo, secondo gli esperti, sarà fondamentale investire in efficienza energetica, fotovoltaico e riduzione della dipendenza dalle fonti più soggette alla volatilità dei prezzi.