Mascherine buttate nel water, la fognatura pubblica finisce ko
Ad Avio il Comune l'altro giorno è dovuto correre ai ripari per un'otturazione causata da qualche residente che usa gettare le protezioni individuali chirurgiche nel gabinetto
Ad Avio il Comune l'altro giorno è dovuto correre ai ripari per un'otturazione causata da qualche residente che usa gettare le protezioni individuali chirurgiche nel gabinetto
Ultimo giorno, anche a Trento, per l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine all’aperto. Dall’11 febbraio, infatti, saremo libero di circolare senza. Non del tutto, però: la mascherina va sempre portata con sé e si deve utilizzare in caso di affollamento o assembramento.
Garattini, Ciccozzi e Ricciardi non sono d’accordo con la misura e ricordano che comunque è obbligatorio averla con se e indossarla in caso di folla. Lopalco: «non è per strada che ci si infetta»
REGOLE Cosa dice il nuovo decreto in vigore dall'11 febbraio
L'esecutivo guidato da Mario Draghi potrebbe prolungare temporalmente i provvedimenti ancora per un paio di mesi, fino cioè al 31 marzo quando scadrà anche lo stato di emergenza
La consigliera provinciale dei Verdi Lucia Coppola: “Una singola mascherina può costare da 1 euro fino a 3 euro. Per le famiglie si tratta di un costo mensile non indifferente tenuto conto che la protezione dura circa otto ore. In molte farmacie e negozi le Ffp2 già scarseggiano”
La misura decisa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, ieri l’ordinanza del sindaco Franco Ianeselli. Partenza soft, niente sanzioni, ma solo informazione e inviti
STRETTA Per andare alla Fiera di Santa Lucia serve il Green pass
Il sindaco di Trento invita all’uso della mascherina anche all’aperto nel centro del capoluogo: «Un gesto che non costa nulla, ma che può incidere non poco sull’andamento dei contagi». Annunciata la presenza di volontari che inviteranno all’uso
Ianeselli ricorda che si tratta di un obbligo di legge quando ci sono assembramenti. «Pronti a contingentare gli ingressi al Mercatino se i flussi dei turisti lo rendessero necessario»
L'accusa: promuovevano i dispositivi «U-Mask» come dispositivi medici, vantando proprietà superiori che non possedevano: pratica «con modalità ingannevoli e aggressive», ma la ditta rigetta l'ipotesi
Non vengono distribuite ormai da mesi, ma Roma le invia comunque: anche negli istituti trentini migliaia e migliaia di dispositivi inutilizzati. Un problema sul quale si era già espresso il Consiglio provinciale, con una mozione di Degasperi (Onda Civica)