Consiglio provinciale

Bus senza pagamenti elettronici e manutenzioni lente: il caso Trentino Trasporti

Il consigliere provinciale di Campobase Roberto Stanchina chiede chiarimenti alla Giunta sulle criticità denunciate nel servizio pubblico: sistemi MITT obsoleti, display guasti, mezzi bloccati in officina e carenza di personale tecnico. Nel mirino anche i possibili mancati incassi dovuti all’impossibilità di pagare il biglietto con carte e bancomat.

Campiglio

Smart card valida ma inutilizzabile, 17enne invitato a scendere dal bus: biglietto pagato da un passeggero

Non avendo contanti con sé, il giovane ha chiesto di poter pagare con il bancomat, opzione non disponibile sul mezzo. La sua famiglia ha annunciato l’intenzione di segnalare formalmente l’accaduto a Trentino Trasporti: “Vergogna, dove siamo arrivati?” (Foto archivio)

BELLUNO 11enne fatto scendere dal bus e costretto a camminare al gelo 
 

La Società

Trentino Trasporti, Demagri torna sul caso dei dirigenti: criteri di selezione nel mirino

La consigliera presenta una nuova interrogazione: "Tra i dirigenti non generali c'è una una figura che risulterebbe priva di laurea, selezionata con un bando che non prevedeva il titolo, in contraddizione con le norme". Alla Giunta vengono chiesti chiarimenti su requisiti, procedure e vigilanza della Provincia

LA PRIMA DENUNCIA “I dirigenti sono passati da 4 a 9, mentre il personale è calato"

Provincia

Trentino Trasporti nel mirino dell’opposizione: “Meno manutenzione, sempre più dirigenti”

L’interrogazione di Paola Demagri: “I dirigenti sono passati da 4 a 9, quindi 5 in più, mentre il personale complessivo sarebbe sceso da oltre 1.300 dipendenti nel 2018 a meno di 1.280. A preoccupare ulteriormente sono segnalazioni sindacali che parlano di risparmi su gomme, pezzi di ricambio e materiali essenziali per la manutenzione”

COPPOLA "Meno corse, niente panettone ai dipendenti ma tanti dirigenti"
 

Il caso

Trentino Trasporti, Lucia Coppola: meno corse, niente panettone ai dipendenti ma 10 dirigenti

La consigliera provinciale critica: “Non è il panettone in sé a mancare, ma un segno di riconoscenza e gratitudine verso lavoratrici e lavoratori che, con sacrificio quotidiano, garantiscono un servizio essenziale a migliaia di utenti, spesso in condizioni operative difficili. Con questa scelta viene meno anche il consueto contributo solidale all’associazione Admo”