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Monti: «Amnistia per Silvio? Spero proprio di no»

«La sentenza della Cassazione è definitiva, non c'è che da prenderne atto e da metterla in atto». Non fa sconti a Silvio Berlusconi, l'ex premier Mario Monti. Che anzi, attacca il cavaliere e i suoi uomini del Pdl, che si stanno scagliando contro la legge Severino. Una legge che porta il nome di un ministro del suo governo, forse per questo a Monti tutti questi attacchi sulla norma non vanno proprio giù: «Sulla Grazia - prosegue infatti - vorrei chiarire che è una scelta che spetta al Capo dello Stato e la legge Severino è stata introdotta dal governo da me presieduto. Non ho, inoltre, nessuna ragione di dolcezza nei confronti di Berlusconi»

Mario Monti: «Sì ad un atto di clemenza per Berlusconi»

«Personalmente, a differenza ad esempio di Beppe Grillo non troverei a priori scandaloso, nè incompatibile con lo stato di diritto, un eventuale provvedimento di clemenza». Così l'ex premier e leader di Scelta Civica, Mario Monti, sul caso Berlusconi, in un colloquio con il Foglio, ricordando che «l'ordinamento prevede la possibilità di provvedimenti di clemenza, quali la grazia o la commutazione della pena, rimessi interamente alla valutazione e alla volontà del Capo dello Stato» I tuoi commenti

L'ira della Biancofiore  «Basta con Mario Monti»

«La cosa sulla quale dissento in assoluto - fra le varie, con la strategia posta in essere dal Presidente Napolitano, di per sé velatamente anticostituzionale e già curiosa perché si è fatto badante del Pd - è la rivalutazione di Monti. Un Monti bocciato sonoramente dal voto popolare e in tutti gli atti di governo posti in essere dal novembre 2011 fino alla tragicommedia dei Marò»

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Monti «disgustato dalle polemiche interne»

Nel primo giorno di consultazioni, Scelta civica rischia di implodere. Mario Monti è tentato di non partecipare all'incontro che prepara la salita al Quirinale della delegazione. Lo racconta lui stesso, dicendosi «disgustato» da alcuni attacchi subiti da quanti, dentro la «sua» alleanza, lo hanno accusato di pensare solo ai propri interessi e di puntare al Colle. Nomi non ne fa, ma molti leggono nelle parole di Monti un riferimento ad alcune ricostruzioni giornalistiche che vedono come protagonisti Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Dellai, oltre ai montezemoliani

Dellai eletto capogruppo di Scelta Civica

Lorenzo Dellai è stato eletto presidente del gruppo Scelta Civica per l'Italia alla Camera dei Deputati. Gianpiero D'Alia e Adriana Galgano sono stati eletti vicepresidenti del gruppo.  Dellai ha ricevuto 30 voti, mentre sono state 13 le schede bianche e 2 quelle nulle. All'elezione si è arrivati dopo un teso confronto: l'altro candidato in ballottaggio, Andrea Romano della componente Italia Futura, aveva proposto che fossero ritirati i due nomi sul tappeto (Dellai e Romano stesso) a vantaggio di Irene Tinagli, di Italia Futura, che per Romano, essendo la componente maggioritaria, doveva esprimere il capogruppo. Una tesi che alla fine non ha prevalso

La sfida nella sfidaBirarelli-Volkov

Birarelli è diventato un punto fermo della nazionale azzurra. Sarebbe ridicolo compilare una graduatoria relativa alla volontà dei giocatori di conquistare lo scudetto, ma se ne esistesse una lui comparirebbe certamente ai primi posti, visto che quelle due finali consecutive lasciate a Piacenza e Cuneo non le ha mandate giù. E non ne ha mai fatto mistero. Per arrivare a questo traguardo dovrà cercare di vincere le sfide con degni rivali quali sono Mastrangelo e VolkovANDREA COBBE Tutto sull'Adige cartaceo