A Milano partito il corteo pro-Pal, 'stop agli accordi con Israele'

(ANSA) - MILANO, 10 OTT - A Milano è partito da piazza della Repubblica il corteo per chiedere lo stop agli accordi e l'embargo nei confronti di Israele. Ad aprire la manifestazione, a cui stanno partecipando in centinaia, uno striscione con la scritta "From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare". In piazza bandiere Alleanza Verdi Sinistra, Potere al Popolo, Rifondazione comunista. Presenti anche Al Cobas, Carc e Amnesty International, Cambiare Rotta e Unione degli Universitari. "Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua a subire massacri. Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le narrazioni di pacificazione, l'oppressione non si è fermata. È nostro dovere riportare...

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A Milano partito il corteo pro-Pal, 'stop agli accordi con Israele'

(ANSA) - MILANO, 10 OTT - A Milano è partito da piazza della Repubblica il corteo per chiedere lo stop agli accordi e l'embargo nei confronti di Israele. Ad aprire la manifestazione, a cui stanno partecipando in centinaia, uno striscione con la scritta "From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare". In piazza bandiere Alleanza Verdi Sinistra, Potere al Popolo, Rifondazione comunista. Presenti anche Al Cobas, Carc e Amnesty International, Cambiare Rotta e Unione degli Universitari. "Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua a subire massacri. Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le narrazioni di pacificazione, l'oppressione non si è fermata. È nostro dovere riportare la lotta palestinese al centro del dibattito politico e popolare in Italia", hanno detto gli organizzatori. Tra i cartelli esposti anche uno con la frase "7 ottobre come il 25 aprile. Fasci e sionisti appesi". La manifestazione è stata promossa dai Giovani palestinesi di Milano, che nell'appello hanno invitato cittadini e organizzazioni a scendere in piazza per sostenere la causa palestinese e chiedere la fine dell'occupazione. Tra le richieste anche l'interruzione degli accordi con Israele e la fine di "ogni forma di complicità con il governo israeliano responsabile di genocidio' Mobilitazioni analoghe si stanno svolgendo in altre piazze italiane. Il corteo milanese attraversa il centro cittadino, con arrivo previsto in piazza San Babila. (ANSA).

 

Massimo Ranieri rilancia gli anni Sessanta, 'oggi non si fanno più canzoni'

(di Giorgiana Cristalli) (ANSA) - ROMA, 10 OTT - Massimo Ranieri non vede l'ora di riprovare l'emozione di cantare per la prima volta dal vivo una nuova canzone, con il pubblico sorpreso, con qualche faccia smarrita a chiedersi in quale disco si trovi e di che anno sia. La canzone è 'Il giorno prima', scritta e cucita addosso a lui da Niccolò Verrienti e Carlo Verrienti, con la produzione di Gino Vannelli, ed entrerà ufficialmente nella scaletta del concerto a Catanzaro il 17 ottobre, data di ripresa del suo 'neverending' tour 'Tutti i sogni ancora in volo'. "Oggi non si fanno più canzoni" dice l'artista all'ANSA. "Quelle che girano sono fatte con l'intelligenza artificiale o come se fossero fatte con l'IA", a parte qualche rara perla. Per questo nel nuovo album, in uscita in primavera, pescherà dagli anni Sessanta omaggiando canzoni con la C maiuscola, quelle che cantava da ragazzino, quando lavorava al bar, da Celentano a Rita Pavone, Sergio Endrigo, Luigi Tenco... Impegnato nella ricerca di nuovi brani ma anche nella valorizzazione del patrimonio musicale e teatrale del passato, Ranieri è in pausa nella sua casa romana. Negli ultimi 20 anni ha fatto circa 2.000 spettacoli "o forse anche di più", una media di 100 serate ogni anno. "Essere curiosi è il mio motto. Ma posso dirmelo da solo? Ora mi godo un po' di meritato riposo. Una pausa per capire che cosa voglio fare da grande", dice. "La scorsa estate è stata durissima. In autostrada la temperatura rilevata in auto arrivava a 47 gradi. Non assaporavo da anni la gioia di stare a casa, uscire, passeggiare come un vecchio signore per Roma, anche con lo smog e il casino. Mi piace il contatto con la gente, fare quattro chiacchiere. Con questa faccia - racconta - mi riconoscono, mi chiedono di Sanremo. Si va sempre a finire a parlare di quello...", sorride, con una carriera unica tra teatro, cinema, fiction, musica e tv. E osserva che, oltre a 'Perdere l'amore', anche 'Lettera di là dal mare', Premio della Critica, "avrebbe meritato il podio al Festival". È una canzone "dolente, un testo che inconsciamente vuoi evitare". E, a proposito di migrazioni, cita Massimo Troisi che, come lui, si definiva sempre "un emigrante". Il bisogno di tornare alle radici, a Napoli, si fa sentire. "Non vedo l'ora - confida - di fare tre giorni di concerti al Politeama, nel mio quartiere, dove mi intrufolavo e andavo ad ascoltare le prove del Festival di Napoli negli anni '70. Lì sentii la prima volta 'Tu si 'na cosa grande' cantata da Domenico Modugno, come pure 'Volare'". In attesa del nuovo debutto live, ripassa le parole della new entry del repertorio, 'Il giorno prima', uscita con un videoclip, girato da Roberta Torre, nel quale lo stesso cant-attore appare, insieme ad una coppia, in uno scenario autunnale. Il testo inizia così: "Se tutti i libri tornassero alberi/Se la matita ritornasse intera/Questa canzone parole sul foglio/Quando la musica ancora non c'era/Se questa casa così silenziosa/Tornasse ad essere piena di amici/E non avessi gettato quella spugna (...) Ah se tornassimo indietro nel tempo/Anche un solo momento/ Potrei aspettarti all'infinito/E rifarei tutto da capo". Un mix di ricordi, malinconia e speranza, un pizzico di nostalgia e la consapevolezza che molte cose sono cambiate. "È una canzone su come eravamo. Tornando indietro - aggiunge Massimo Ranieri - rifarei quello che ho fatto, al netto di qualche rammarico. Oggi si è perso molto: è tutto 'una botta e via', una stretta di mano, un caffè, un 'poi ci si sente, ci vediamo' e poi non ci si sente più, questo caffè rimane nella macchinetta e non lo mettiamo mai sul fuoco. Abbiamo troppa fretta, anche nei sentimenti. C'è il vaso con la terra, ma non riusciamo a mettere il seme. Tutto è nevrotizzante. Abbiamo sempre da fare e il tempo se ne va". Nel videoclip una foglia si stacca da un albero e si posa sulla spalla di Ranieri. "Una scena meravigliosa. È accaduto davvero e la abbiamo tenuta così", rivela. In un'altra scena la foglia torna all'albero. Il tour fino a fine gennaio. A febbraio l'atteso debutto di Stefano De Martino alla guida di Sanremo. "Sono stato suo ospite. È carinissimo, un mio ammiratore. Ho cantato, abbiamo scherzato... Mi fa tenerezza, ha una faccina dolce, sembra ancora più giovane della sua età. Non vorrei stare nei suoi panni alle prese con la macchina del Festival, spaventosa. Ha spontaneità, sicurezza, rilassatezza nella conduzione. Fa 'Affari tuoi' come se fosse tra amici. Se la caverà. Gli faccio gli auguri - conclude - dal profondo del cuore. Andrà benissimo". (ANSA).

 

Inaugurata oggi a Torino la mostra ANSA 'Le donne della Repubblica'

(ANSA) - TORINO, 10 OTT - È stata inaugurata oggi a Torino la mostra 'Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell'ANSA. 1946-2026'. L'esposizione è visitabile fino al 30 novembre nell'atrio di Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. Nel racconto fotografico c'è tutto il difficile cammino per la conquista dei diritti delle donne: dalle 21 elette per l'assemblea Costituente - su 556 deputati - alla legge che introduce il reato autonomo di femminicidio, passando per la prima donna in magistratura nel 1965. La mostra - realizzata dall'ANSA in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte - si sviluppa su due percorsi. Uno è quello nazionale, che mette in luce i grandi eventi, le figure simbolo e i passaggi storici che hanno segnato la marcia verso l'uguaglianza. L'altro è quello regionale, che pone l'accento sulle tante figure femminili che hanno contribuito alla storia del Piemonte, dal 1946 a oggi. All'evento hanno preso parte il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, e il vicepresidente dell'Assemblea, Domenico Ravetti. Sono intervenute anche la procuratrice generale presso la Corte d'appello di Torino, Lucia Musti, e la presidente della Corte d'appello, Alessandra Bassi. Come il percorso nazionale dell'esposizione, anche la "declinazione piemontese - scrive il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nella presentazione del catalogo - narra "una regione industriale e operaia, ma anche creativa. culturale e scientifica. Racconta donne che hanno attraversato mondi diversi, spesso entrando in spazi dove fino a poco tempo prima la loro presenza sembrava un'eccezione. E racconta soprattutto il cambiamento della nostra società, visto attraverso il lavoro, lo studio, il talento, la determinazione". "Le conquiste di emancipazione femminile, almeno nella vita pubblica istituzionale, che noi diamo giustamente per scontate oggi, sono in realtà una conquista recente. Conquiste di cui la nostra la nostra società deve andare orgogliosa e che a volte non vengono adeguatamente sottolineate. La mostra del Consiglio regionale e dell'ANSA vuole sottolineare come la nostra società possa essere orgogliosa di aver portato le donne a essere, almeno nei settori pubblici, assolutamente parificate, come figura, agli uomini" ha detto Nicco all'inaugurazione. (ANSA).

 

Media India, centinaia le persone fermate alla protesta del partito delle blatte

(ANSA) - ROMA, 10 OTT - I media indiani sostengono che siano centinaia le persone fermate dalla polizia indiana a New Delhi, dove è in corso una protesta contro le presunte irregolarità nella revisione delle liste elettorali di cui l'opposizione accusa il governo. La testata The Hindu, citando una propria fonte di polizia, sostiene che nella regione della capitale indiana siano state fermate oltre 3.000 persone, di cui 500 mentre cercavano di raggiungere la zona di Jantar Mantar, nel centro di New Delhi, per manifestare. L'Indian Express riferisce però cifre diverse, sostenendo che siano circa 200 le persone fermate nel luogo della protesta. Mentre l'agenzia Pti parla di 500 persone fermate. (ANSA).

 

La Via Lattea 'erutta' sul monte Vettore, foto finalista a Greenwich

(ANSA) - PORTO SAN GIORGIO, 10 OTT - La Via Lattea che sembra eruttare dal Monte Vettore, con le nebulose rosse a illuminare il cielo sopra i Monti Sibillini. È l'immagine che ha portato il fotografo marchigiano Andrea Curzi, 41 anni, di Porto San Giorgio, tra i finalisti dell'Astronomy photographer of the year 2026, il prestigioso concorso internazionale organizzato dai Royal Museums Greenwich. Lo scatto, intitolato "The eruption of silence" (L'eruzione del silenzio), è stato realizzato a Forca di Presta, nel territorio di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), ed è ora esposto al National Maritime Museum di Greenwich, a Londra, fino al 2 agosto 2027. Di ritorno da Londra, dove ha partecipato alla cerimonia, Curzi racconta la soddisfazione per una fotografia che porta in una delle più importanti vetrine mondiali dell'astrofotografia il paesaggio dell'Appennino marchigiano. "Per me è una soddisfazione personale, ma soprattutto mi fa piacere che un'immagine realizzata sui Sibillini sia arrivata fino a Londra e sia stata selezionata in un concorso di questo livello", dice all'ANSA. La foto è stata pubblicata anche nel volume ufficiale del concorso e figura nella selezione della categoria "Skyscapes", dedicata ai paesaggi celesti. Dietro lo scatto ci sono mesi di preparazione. L'astrofotografo ha atteso l'allineamento tra la montagna e la Via Lattea, possibile soltanto in uno specifico periodo dell'anno e in una determinata fascia oraria. Dal rifugio di Forca di Presta ha quindi lavorato per tre-quattro ore, usando una fotocamera modificata per registrare meglio le emissioni luminose dell'idrogeno. Sono proprio le nebulose rossastre, sopra la sagoma scura del Vettore, a suggerire l'immagine di un vulcano in eruzione. Per Curzi, che si dedica alla fotografia dal 2017 e ne ha fatto una professione, è la seconda finale al concorso di Greenwich: la prima nel 2024, con uno scatto realizzato a Tenerife. Alcuni visitatori, racconta, si sono fermati davanti alla sua fotografia incuriositi dal luogo indicato nella didascalia: Arquata del Tronto. E così, tra le quasi 4mila immagini candidate da 66 Paesi, la notte dei Sibillini diventa anche un invito a conoscere il territorio. (ANSA).

 

MotoGP: Indonesia, Marc Marquez vince la sprint ed é in testa al Mondiale

(ANSA) - ROMA, 10 OTT - Marc Marquez ha vinto la gara sprint del GP di Indonesia ed é passato in testa al Mondiale della classe MotoGP, con 4 punti di vantaggio su Jorge Martin, quarto sotto il traguardo. Secondo posto per il giapponese Ogra, terzo l'italiano Di Giannantonio. Zero punti ha raccolto Marco Bezzecchi, caduto alla prima curva, dopo essere stato tamponato dallo spagnolo Raul Fernandez, che partiva dalla pole position. Alla vigilia della gara di domani Marquez ha 343 punti, contro i 339 di Martin. "Gara molto difficile fin dalla partenza, ma il mio passo é migliorato giro dopo giro" ha dichiarato Marc Marquez, per la prima volta in testa alla classifica piloti nel 2026. Per lo spagnolo della Ducati é stata l'ottava vittoria nella sprint quest'anno. (ANSA).

 

Brignone commossa per il suo documentario, 'mi chiedo ancora come ho fatto a crederci'

(ANSA) - ROMA, 10 OTT - "E' stata tosta vedere il documentario montato: rivivere i momenti brutti ma anche quelli belli è stato molto forte ed emozionante, mi sono commossa. Più ripenso a quello che è stato il mio percorso, più mi chiedo come ho fatto a continuare a crederci. La vedo come un qualcosa di impensabile ed incredibile". Lo ha detto Federica Brignone, parlando del documentario 'Federica - L'Ultima Olimpiade' che sarà presentato come 'Special Screening' alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma. Il documentario racconta il percorso della campionessa olimpica a partire dal rientro dalle finali di Coppa del Mondo 2025: poi il terribile infortunio ai Campionati italiani, l'operazione e il ritorno sulla neve, a soli 74 giorni dai Giochi di Milano-Cortina 2026. Olimpiadi trionfali, visto che la 'Tigre' ha conquistato l'oro in Super G e Gigante. (ANSA).

 

Brasile, Raphinha condivide video contro la settimana lavorativa di sei giorni

(ANSA) - ROMA, 10 OTT - L'attaccante brasiliano Raphinha, in forza al Barcellona e nella nazionale verdeoro, ha condiviso sui social un video contro il regime lavorativo "6x1", che prevede sei giorni di lavoro e uno di riposo. Lo riferisce il portale Poder360. Il filmato critica le conseguenze delle giornate lavorative prolungate sulla salute e sulla vita familiare, sostenendo che chi lavora 14 ore al giorno finisce per perdere tempo da dedicare ai figli e alla propria vita. Raphinha ha inoltre rilanciato un contenuto dell'avvocata e conduttrice Gabriela Prioli contro il regime "6x1", descritto come una modalità di lavoro che "ruba anni di vita". Il video richiama anche le politiche di contrasto alla fame e l'uscita del Brasile dalla mappa della fame delle Nazioni Unite. Le condivisioni hanno alimentato sui social interpretazioni su un possibile sostegno al presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di sinistra, impegnato nel ballottaggio presidenziale del 25 ottobre contro Flávio Bolsonaro, di destra. (ANSA).

 

Panama, al momento 47 repliche, danni ma nessuna vittima per il sisma

(ANSA) - ROMA, 10 OTT - "Sinora 47 repliche ma nessuna vittima". Lo ha detto la viceresponsabile della Protezione civile panamense nella prima conferenza stampa dopo il terremoto. "Segnalati danni a edifici e infrastrutture ma non sono riportate vittime. Abbiamo avviato un monitoraggio a livello nazionale. Stiamo monitorando anche la situazione in alcune isole di fronte alla costa dove è stato segnalato l'arretramento del mare e dove si potrebbe verificare un'onda anomala fino a un metro", ha aggiunto. La ministra Dinoska Yinett Montalvo de Gracia ha ribadito l'invito alla calma, già rivolto alla popolazione dal presidente sui social. "E' una situazione complessa ma serve calma e controllo", ha aggiunto. (ANSA).

 

'Io, rimasta a Ussita per salvare la pecora dall'estinzione'

di Gianluigi Basilietti (ANSA) - MACERATA, 09 OTT - Restare a Ussita, nel cratere sismico maceratese, dopo il terremoto del 2016 e continuare a scommettere su un territorio profondamente ferito, portando avanti il recupero di una razza ovina a rischio estinzione. È la scelta fatta da Silvia Bonomi, allevatrice 40enne che da circa 18 anni alleva pecore sopravissane nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini. "Io qui non sono nata, questo posto l'ho scelto per vivere - racconta Silvia all'ANSA - Si può quindi immaginare quanto amore abbia messo nel rimanere quassù, caparbiamente, nonostante le infinite difficoltà che ancora oggi attraversano il territorio". Un impegno iniziato prima del sisma e diventato ancora più difficile dopo le scosse del 2016 che cancellarono interi borghi. L'obiettivo principale dell'azienda è il recupero genetico della sopravissana, razza storicamente legata all'Appennino centrale e oggi a rischio estinzione. Un lavoro lungo, portato avanti attraverso la selezione degli animali e la crescita del gregge. Negli ultimi anni al recupero della razza si è affiancata anche la valorizzazione della sua lana. "È una lana meravigliosa", sottolinea Bonomi. Da questa materia prima l'azienda ha iniziato a realizzare piumoni e trapunte, poi ha avviato una prima collezione di capi di abbigliamento e maglieria, trasformando la tutela della razza in un progetto capace di creare anche nuovi prodotti. Per Bonomi la permanenza a Ussita resta però una scelta prima di tutto personale. "Il terremoto mi ha rubato dieci anni di tempo", ammette, ma alla domanda se, tornando indietro rifarebbe la stessa scelta di restare sui Sibillini, non mostra dubbi: "sicuramente sì. Non mi pento di nulla di quello che ho fatto". Dopo anni di esperienza sul campo, Silvia è diventata anche una formatrice di allevatori su come gestire i cani da pastore maremmano-abruzzese per la protezione delle greggi dagli attacchi dei predatori: un attacco di lupo, all'inizio della sua attività, le costò 16 pecore su un gregge di circa 40 animali, compromettendo parte del lavoro di selezione genetica della sopravissana. Poi la scelta di recuperare l'esperienza del nonno, che già un secolo fa proteggeva il bestiame con i cani. "Da quando introdotti i cani pastore maremmano-abruzzese nel gregge, - sottolinea l'allevatrice - facendo scelte oculate nella loro gestione, non ho più avuto perdite sul bestiame". Questi risultati l'hanno portata a essere chiamata anche all'estero per fare formazione: dalla Finlandia, per gli allevatori di renne, all'Australia, per insegnare come selezionare, crescere e gestire i cani destinati a difendere le greggi dai dingo. (ANSA).